La sintesi degli interventi più significativi prodotti nella Tavola Rotonda organizzata all’interno del convegno Bussi 2010 e le frasi più significative dette dagli oratori nel convegno
“La perdita del posto di lavoro è un dramma familiare per chi lo subisce e un fallimento per la società e le istituzioni. La chiusura della linea cloro rischia di compromettere la vocazione industriale del sito di Bussi. Non voglio e non posso immaginare che non si trovino alternative valide. Sarebbe gravissimo. Da parte mia c’è il massimo della disponibilità e dell’impegno”.
Edoardo de Blasio
(Assessore alle attività produttive del Comune di Pescara)
“Non ci può essere ricchezza senza industria. Turismo e commercio sono sicuramente settori importanti, ma chi traina è l’industria. L’industria di ieri ha, però, portato avanti progetti non sostenibili, con gravi ripercussioni sul fiume Pescara e sul Mare Adriatico. Il parco industriale deve portare con sé progetti sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che sociale. L’amministrazione di Pescara vuole sentirsi protagonista del processo, anche perché Pescara non può vivere senza una vallata produttiva. È importante puntare al potenziamento delle infrastrutture. Si prevede, infatti, il raddoppiamento del binario Pescara-Roma ”.
Pierluigi Francini
(Presidente Unione degli industriali di Pescara)
“Abbiamo appoggiato il progetto avanzato da Solvay perché quella del parco industriale ci sembra una possibilità non facile ma concreta. E’ importante che si faccia del marketing territoriale. Noi ci stiamo muovendo su tre piani: coinvolgendo le imprese legate a questa Unione, interessando Federchimica e puntando all’estero. Il 10 giugno scorso abbiamo avuto, infatti, un incontro con la Camera di Commercio americana in Italia”.
Bruno Brianzoli
(Presidente di Solvay Chimica Bussi)
“Quella attuale è una situazione difficile che dobbiamo comunque affrontare. E’ importante evitare di piangerci addosso, ma guardare avanti con spirito di progettualità. I dramma familiari, cui ha accennato poc’anzi il prefetto Lalli, potrebbero essere in qualche modo alleviati (v. ammortizzatori sociali…) La perdita di professionalità sarebbe, invece, gravissima. Siamo partiti da una situazione di conflittualità con il sindacato. Con il rispetto reciproco si è giunti ad un punto di incontro.
Per quanto riguarda il concetto di parco industriale, possiamo dire che l’industria è in continua trasformazione, in fibrillazione mondiale difficilmente gestibile.
Come Solvay, abbiamo vissuto la trasformazione di altri siti, sia in Italia che all’estero. Bussi ha una valenza in più, perchè ha già la fisionomia di un parco industriale. Perché parliamo di “Obiettivo Bussi 2010”? perché i problemi non si risolvono dall’oggi al domani. I passaggi da compiere hanno i loro tempi: accompagnare i dipendenti,; smantellare, bonificare i siti, installare nuovi impianti e avviarli.
Bussi è un sito chimico che sa fare chimica”
Nicola Primavera
Filcem-Cgil
“Vogliamo che questa crisi significhi, sì, difficoltà ma anche e soprattutto possibilità di cambiamento, occasione di fertilizzazione industriale. L’ing. Brianzoli ha impresso una grossa accelerazione al processo teso ad una risoluzione del problema e ha permesso il recupero di un rapporto costruttivo con un sindacato che si è sempre mostrato disponibile al dialogo”.
Fernando Fabbiani:
Assessore regionale
“Bussi convive da sempre con la chimica. E’ importante che la Solvay rimanga a capo del parco industriale che si intende realizzare.Come Regione si provvederà a potenziare la formazione e, se possibile, a prendere dei provvedimenti per l’abbassamento dei costi dell’energia”.
Angelo Di Francescantonio
Sindaco di Bussi
“Come Amministrazione, abbiamo fatto di tutto e faremo di tutto per abbattere le lungaggini burocratiche (v.ISAGRO)”.
Emanuele Pannunzio
(Direttore Unione degli Industriali di Pescara)
“Solvay è un partner ideale nella realizzazione di un parco industriale: ha, infatti, competenze e strutture”.
Sergio Treichler
(Federchimica)
“L’Italia consuma sempre più chimica e se ne produce sempre meno in Italia. Si registra infatti -1 punto percentuale all’anno, con una perdita di 20 miliardi di valore aggiunto e 1,5 miliardi di euro incassati in meno. Al contrario, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra sono in continua crescita. Non sono pattumiere d’Europa ma ameni luoghi di produzione soggetti alla Seveso 2”.
Parametri di investimento in ordine decrescente di importanza:
infrastrutture
tradizione industriale
Aspetti ambientali
Incentivi finanziari
In tal senso la situazione di Bussi pare essere ottimale. E’ opportuno che si facciano delle traduzioni della brochure di presentazione del sito nelle principali lingue. In più, un investitore che intenda insediarsi a Bussi, avrebbe il vantaggio di essere circondato da diversi distretti industriali facilmente raggiungibili (calzaturiero, alimentare, metalmeccanica, mobili e marmo)
Tre raccomandazioni:
importanza della chimica
risorse finanziarie e creazione di reti di collaborazione anche tra imprese
ruolo chiave delle Amministrazioni pubbliche locali
Federchimica è al vostro fianco.
TAVOLA ROTONDA
Giuseppe De Dominicis
(Presidente della Provincia di Pescara)
“Apprezzo il taglio europeo di questo convegno. Spero che la chimica possa avere un futuro. La scelta, fatta anche con Borghini, è quella di mantenere la chimica a Bussi. Dobbiamo sfatare alcuni luoghi comuni. Primo fra tutti quello delle infrastrutture. In uno degli ultimi studi effettuati, la provincia di Pescara è risultata in una situazione di eccellenza. E’ dotata, infatti, di strade, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie, interporto…
Un imprenditore che intende investire a Bussi deve sapere che:
Il Comune di Bussi rientra nell’obiettivo 2
che stanno per essere rifinanziati i bandi della 488
che il Docup è in fase di attuazione
eroga 87/3 c
Inoltre, per quanto riguarda la ricerca, l’imprenditore può far riferimento
al finanziamento comunitario del 6°programma quadro
al P.I.T., piano integrato territoriale (sono disponibili, infatti, 7 milioni di euro ed è stato spostato l’indice di accoglimento delle proposte chimiche.
Queste sono le occasioni che mettiamo sul tavolo.
Angelo Di Francescantonio
(Sindaco di Bussi)
“Bussi vive un’integrazione quasi totale con la fabbrica. C’è una stretta interdipendenza tra industria e servizio sociale. Come Amministrazione abbiamo snellito le procedure di rilascio di concessioni edilizie (sito soggetto alla procedura 471)”. In più stiamo rivedendo il piano regolatore che prevede un ampliamento della zona industriale”.
Bruno Brianzoli
“Sono questi i problemi della chimica italiana:
elefantiasi burocratica e tempi biblici per investitori
l’Italia ha un problema irrisolto che è quello dell’energia
la chimica del passato ha compiuto gravi errori, soprattutto a danno dell’ambiente, macchiando la chimica di oggi di un peccato originale di cui però non riesce a liberarsi. Ciò non permette di tener conto degli sforzi e dei passi in avanti compiuti a livello di sostenibilità.
Sono due i grandi problemi di fondo: la comunicazione terroristica-mediatica e l’abbandona della ricerca e dell’innovazione”.
Claudio Bombardieri
(Imprenditore)
“Come imprenditore, ho ascoltato con attenzione gli interventi di chi mi ha preceduto ma ho delle riserve. Lo sportello Unico è un sogno: a livello di start up ci vogliono, in genere, 2 anni per il progetto e 3 anni per l’avvio degli impianti. Le regole del gioco devono essere chiare fin da subito e non devono essere cambiate in corso d’opera. C’è bisogno di sincerità, concretezza ed efficienza, altrimenti siamo costretti ad investire all’estero”.
Giuseppe De Dominicis:
“Posso fare esempi di assoluta concretezza. Parlo della Isagro e del caso Merker.
Bruno Brianzoli
“la chimica non chiede sconti ambientali ma accelerazione delle procedure”
Donato D’Agostino
(Imprenditore)
“Sposo la posizione di Bombardieri. Alla base dei ritardi c’è anche un problema politico, relativo ai cambi di governo e all’avvicendarsi dei partiti. Ogni volta bisogna riavviare da capo le procedure. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.
Alberto Stefani
(Isagro)
“All’inizio abbiamo avuto qualche perplessità nel pensare di installare un impianto a Bussi. In realtà, l’amministrazione comunale non ha fatto sconti, ma ha accelerato i tempi: dalla presentazione del progetto, avvenuta nel luglio 2004, siamo riusciti ad iniziare i lavori di scavo nel successivo mese di ottobre. Abbiamo già venduto il prodotto che andremo a produrre a fine anno, dopo l’avvio dell’impianto. Se ci fosse stato un ritardo di ordine burocratico, avremmo avuto gravi perdite economiche. Ciò è stato possibile grazie al coordinamento delle autorità che hanno capito le nostre necessità”.
Valentina Bianchi
(Assessore regionale alle attività produttive)
“Quando c’è volontà e impegno tutto si realizza. Siamo una squadra. L’obiettivo è quello di creare dei canali preferenziali che creino dei contatti diretti con la pubblica amministrazione”
Aurelio Franceschelli
Femca Cisl
“Vogliamo fare solo chimica perché è quello che sappiamo fare bene. Le aspettative nate da questo convegno sono tante. Speriamo che i tempi necessari alla ripresa produttiva del polo chimico si accorcino e che invece di parlare di Bussi 2010 si possa parlare di Bussi 2008, grazie a un lavoro di squadra”.
Prof. Rossi
(Università di Milano)
“L’università ha innanzi tutto un problema di fondi. Inoltre, non riesce a trasferire la conoscenza nell’industria. Con Bussi abbiamo avuto un’esperienza piacevolissima. Con l’industria in generale rinnoviamo un’alleanza che è morta negli anni ‘60”.
Prof. Volpe
(Università dell’Aquila)
“I nostri rapporti con il sito di Bussi sono storici. Tante le peculiarità di esso: la posizione geografica, la disponibilità di acqua offerta dal Tirino, la ferrovia, lo snodo autostradale, la tradizione e la cultura industriale. La vicinanza di un’Università ad alta produttività scientifica vuol essere una risorsa in più”.
Giovanni Caracciolo
AB Capital
“E’ importante che, in occasioni come queste, le istituzioni bancarie siano coinvolte e possano esprimersi”.
Maurizio Crisanti
(Fulc nazionale)
“E’ importante aver riscoperto un dialogo tra le parti. Il 20 giugno scorso a Roma è stata firmata una dichiarazione di intenti. Ora è importante che ci sia un accordo di programma che dia certezze a tutti”.
Aurelio Franceschelli
“Tra le aspettative vorremmo che ci fosse la possibilità di attrarre investimenti in tempi più brevi. Come parti sociali dobbiamo infatti rendere conto a circa 200 lavoratori degli esiti dell’incontro di oggi. Tutti, più o meno, hanno detto che si può fare, che i prerequisiti ci sono. A questo punto si faccia”.
Bruno Brianzoli
Questo è il punto di partenza verso un viaggio difficile, ma ci sono tutti elementi per poterlo affrontare. Le premesse sono positive anche se comprendo la sfiducia di imprenditori, da una parte, e sindacati dall’altra. Non sono uomo di promesse e non prometto. Spero solo che alla fine qualcuno ci dica “ce l’avete fatta”.
Concetti chiave:
innovazione, ricerca e sviluppo e sostenibilità
rapporti con le Università
rapporti con gli Istituti di credito
abbattimento delle lungaggini burocratiche
spirito di squadra, progettualità, clima di fiducia e collaborazione